Le tecniche di procreazione medicalmente assistita.
Il fenomeno alla base, del principio naturale della riproduzione è rappresentato dall'incontro tra spermatozoo e l'ovocellula. La logica di tutte le tecniche di procreazione medicalmente assistita, tende a propiziare tale fenomeno. Evidentemente in rapporto alla entità del danno che ha causato la condizione di sterilità aumenta la complessità delle tecniche alle quali spesso erroneamente o tendenziosamente si attribuisce il preoccupante appellativo di manipolazione.
Classificazione
Classifichiamo inizialmente le tecniche in due gruppi: in vivo ed in vitro a seconda che la fecondazione avvenga rispettivamente all'interno del grembo della donna o all'esterno cioè in laboratorio.
La seconda classificazione è basata sulla corrispondenza biologica tra genitori e figli, ed in particolare quando questa è conservata si dice omologa. In caso contrario, quando cioè si utilizzano spermatozoi di donatori o ovocellule di donatrici si dice eterologa ed in questo caso si parla di genitori non biologici.
Cenni sulle tecniche in vivo e in vitro( LE DATE RIPORTATE INDICANO LA PRIMA GRAVIDANZA OTTENUTA AL MONDO)
Tecniche in vivo:
INSEMINAZIONE: è la tecnica più semplice e probabilmente la più antica, consiste nel deporre il seme opportunamente trattato, il più vicino possibile alla sede naturale ove avverrà fisiologicamente la fecondazione, in genere lo si depone nell'utero.
1985 GIFT: ( Gamete Intra Falloppian Transfer)
Prevede l'introduzione per via chirurgica, dei gameti della coppia ( ovociti e spermatozoi), all'interno della tuba mediante un piccolo catetere, anche in questo caso la fecondazione avviene nel corpo della donna. Questa tecnica è stata in qualche modo accettata da una parte dei cattolici (contrari alla fecondazione extracorporea), per il fatto che i gameti all'interno del catetere venivano separati da una piccola bolla d'aria, il che garantiva che la fecondazione, cioè il loro incontro sarebbe avvenuto all'interno e non all'esterno del corpo umano.
Tecniche in vitro:
1978 FIVET: ( Fecondazione In Vitro ed Embrio -Transfer)
Questa tecnica, destinata inizialmente alla risoluzione dei casi di sterilità femminile da ostruzione tubarica, ha rappresentato l'inizio di una nuova era nel campo delle conoscenze e della tecnologia nella riproduzione umana, suscitando tra l'altro non poche polemiche soprattutto di natura etico - religiosa per il fatto che la fecondazione, processo alla base della vita, per la prima volta nella storia avveniva al di fuori del corpo umano. Essa consiste nel prelevare gli ovociti della donna sottoposta a super - ovulazione e successivamente deporli in una provetta nella quale vengono introdotti gli spermatozoi opportunamente trattati. Lo scopo è quello di permettere la fecondazione nei casi in cui essa sia impedita dall'ostruzione tubarica , gli embrioni cosi' ottenuti vengono a distanza di alcuni giorni trasferiti nell'utero della donna .
1988 ZIFT -TET:
Sono una variante più fisiologica della fivet, dalla quale si differenzia solo per la sede di deposizione degli embrioni che in questo caso è la tuba, luogo in cui l'embrione fisiologicamente inizia le sue prime fasi di sviluppo. A seconda poi del grado di sviluppo di questi ultimi la tecnica viene detta ZIFT (Zigote Intra Falloppian Transfer : embrioni in fase iniziale di sviluppo) o TET (Tubal Embrio Transfer: embrioni con sviluppo piu' avanzato). Queste tecniche, sono attualmente poco usate per via del fatto che il trasferimento degli embrioni necessita di un intervento chirurgico in anestesia generale e al tempo stesso i risultati non sono maggiori della FIVET, pratica ambulatoriale molto meno invasiva.
1993 ICSI : (Intra Citoplasmic sperm injection)
Tecnica, nata per la risoluzione di quei casi di grave compromissione del seme, per cui non era ipotizzabile la possibilità di fecondazione con la tradizionale FIVET. Consiste nel catturare ed introdurre in un ago microscopico il singolo spermatozoo, con l'aiuto di speciali attrezzature (micromanipolatori) e successivamente iniettarlo all'interno del citoplasma dell'ovocellula allo scopo di fecondarla. Nei casi in cui nel campione di seme non si trovano spermatozoi questi ultimi possono essere estratti direttamente dal testicolo con tecnica chirurgica ambulatoriale (ad. es. la TESE : Testicular Sperm Estraction) ed il rinvenimento anche di poche unità di spermatozoi può permetterci di ottenere embrioni e quindi gravidanze. Questa tecnica ha ridotto notevolmente il ricorso alle tecniche eterologhe.
1983 OVODONAZIONE:
La possibilità di ottenere ovociti umani, con le tecniche di fecondazione assistita ci permette di poterli donare, in alcuni casi a quelle donne che per qualche ragione non ne producono. In tale modo è possibile offrire la possibilità di una gravidanza a donne ad. es. in menopausa precoce , o che hanno subito l'asportazione chirurgica delle ovaie o che sono state sottoposte a terapie antitumorali.
1982 CRIOCONSERVAZIONE DI EMBRIONI :
Nel corso di un tentativo di fecondazione extracorporea, può verificarsi che residuino embrioni in eccesso, rispetto a quelli che normalmente vengono trasferiti in utero. Questa tecnica, ci permette di conservare questi embrioni soprannumerari a basse temperature (- 196° circa)anche per alcuni anni. Ne deriva da ciò, pertanto, il duplice vantaggio di evitare la perdita di embrioni e di permettere, al tempo stesso alla coppia, di effettuare successivi tentativi senza doversi sottoporre di nuovo al lungo iter terapeutico, previsto nelle procedure di fecondazione assistita.
UTERO SURROGATO:
E' una metodica, alla quale, possono ricorrere quelle donne che non hanno l'utero ma che conservano una normale funzionalità ovarica. In questo caso, la coppia accetta che i propri embrioni ottenuti con la fecondazione in vitro, crescano nell'utero di una donna fertile che porterà avanti per loro la gravidanza, al termine della quale consegnerà il neonato ai genitori biologici. Metodica questa, vietata attualmente dal codice deontologico dell'ordine dei medici.
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